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IL LABIRINTO DI NURANIMINEN Una serata che si prospettava uguale a tutte le altre, monotona, fatta solo di esercizi magici e, al massimo, una passeggiata intorno a Cove nella vana speranza di sorprendere qualche incauto nemico... Eppure, sentivo che qualcosa di diverso stava per succedere. Decisi quindi di prendere un pò dei miei reagenti, montare a cavallo e tentare una sortita solitaria presso la città dei nostri nemici. Come al solito, le vie erano deserte, la solita totale desolazione si sentiva nell'aria. Stavo ormai già per andarmene, pensando di raggiungere la Fortezza dell'Impero Drow nella speranza che vi fosse qualche mio compagno, quando, voltandomi, mi trovai di fronte due strani uomini: portavano vestiti da giullari, ma di una strana lucentezza, quasi ammaliante,e i loro volti erano allegri e scherzosi, pur trasparendo una qualche ombra di follia. Uno di loro, d'improvviso, si rivolse a me: -"TU! Dimmi, che città è questa?". L'arroganza dell'uomo mi lasciò sconcertato, e subito gli risposi a tono: -"Cosa? Come ti permetti di parlare così a me? Vuoi che t'insegni il rispetto? Non osare più rivolgerti a me così, tu che vesti da buffone!" I due si guardarono tra loro, e dopo aver fatto una risata dissero: -"Sono belli i tuoi di vestiti!" E un attimo dopo, incredibile a dirsi, i due strani esseri avevano indosso la mia tunica, il mio cappello, il mio mantello! Mi ritrovai nudo sul mio fido DeathWing! Abbastanza sconvolto, chiesi a questi due uomini chi fossero, e subito essi si presentarono come Dei dei mercanti, Dei dell'inganno. La loro natura divina mi era ormai ben chiara, nessun essere avrebbe potuto togliermi i vestiti di dosso senza neppure toccarmi! Così, recuperando per un attimo la calma, dissi loro il nome della città e mi presentai. Contenti, i due Dei giullari mi restituirono gli abiti ed iniziarono a chiamare a gran voce chiunque passasse di là: pochi minuti dopo, nella piazza della città si era radunata una gran folla. Tra di essi, scorsi il mio fedele amico e compagno di battaglia Nemless De'Xyran, e lo raggiunsi subito spiegandogli cosa stava accadendo. I buffoni cominciarono quindi a parlare, dicendo di aver raggiunto Cove solo per divertirsi un pò, per sottoporci ad una specie di "gioco". Nemless, perplesso, mi sussurrò qualcosa all'orecchio: -"Stà in guardia, non mi piacciono questi tipi..." Effettivamente, anche io avevo la sua stessa sensazione, e così iniziai a ripassare mentalmente le sillabe magiche dei miei incantesimi più potenti. I due ci chiesero quindi di scendere da cavallo e di schierarci in fila: questo invito mi lasciò perplesso e tentai di rifiutarmi, a causa della mia menomazione, ma essi insistettero e così fui costretto ad ubbidire attirato dalla loro promessa di "grande fama e ricchi premi". Fortunatamente, Nemless mi permise di appoggiarmi a lui oltre che al mio bastone. Tuttavia, uno dei due giullari pensò di farsi gioco di me: -"Ahahah, il Drow zoppo..." Questo fu decisamente troppo: nessuno può permettersi di dare a me dello zoppo! E così, con la rabbia che ormai mi accecava e annullava il mio autocontrollo, risposi al Dio: -"COSA? COME TI PERMETTI? QUESTO E' TROPPO, CHIUNQUE TU SIA!" E stendendo avanti le mani, pronunziai le sillabe: -"Kal Vas Flam!" Una colonna di fuoco esplose da sotto i piedi della creatura con un rombo simile al tuono, lasciando dietro di sè una nuvola di denso fumo nero. Ero sicuro di averlo disintegrato, quello era il mio incantesimo più potente! Stavo già iniziando a ridere quando, tra il fumo che si diradava, vidi il giullare in piedi, senza neppure un graffio, che sghignazzava. Sul mio volto si dipinse l'incredulità, ma solo per qualche secondo: un violentissimo pugno, scagliatomi dal suo compagno, mi colpì in pieno petto e mi lanciò contro il muro di un edificio, facendomi perdere i sensi. Quando mi ripresi, vidi che ormai tutti si erano schierati in fila e, senza dir niente, raggiunsi il mio compagno Nemless che mi chiamava a gran voce. Vidi aprirsi un portale rosso davanti alla fila, con i due giulalri vicino che ridevano. Uno dopo l'altro, i membri dello schieramento vi si tuffavano. Nemless dava ordini agli altri Imperiali della fila, ed io cercavo di coadiuvare il suo lavoro urlando "IMPERIALI, RESTATE SCHIERATI!". Quando venne il nostro turno, entrammo insieme nel portale, pronti a difenderci da qualsiasi cosa avremmo incontrato. Ci ritrovammo quindi tra fredde mura di pietra in un campo... Un diabolico labirinto costruito dalla mente perversa dei due Dei. Non sapendo cosa fare, ascoltai Nemless che mi diceva di seguirlo e così, costituendo una solida per quanto ridotta squadra iniziammo a procedere alla ricerca dell'uscita. I muri si snodavano intorno a noi, sempre uguali a sè stessi, senza apparenti cambiamenti. Solo dopo molto vagabondare (e alcune strane bestie massacrate dalle precise frecce del mio compagno..) ci ritrovammo in uno stretto corridoio, in compagnia di molti altri guerrieri, arcieri e stregoni, che urlavano ripetutamente "IL WYRM! IL WYRM!". Non riuscendo bene a capire di cosa parlavano, iniziai a farmi strada tra loro a spintoni, ignorando incautamente le grida di Nemless che mi dicevano di restare vicino a lui. D'improvviso mi trovai di fronte quella bestia enorme, dalle scaglie verdi e dalle grandi ali racoclte sul dorso, che iniziò a spuare fuoco e fiamme nella mia direzione. Sconvolto dall'incontro, tentai di tornare sui miei passi ma il muro umano me lo impediva. Fui costretto quindi ad infilarmi in un corridoio laterale, fuggendo senza guardarmi indietro per oltre mezz'ora. Alla fine, mi resi conto di essere solo, disperso, lontano dai miei compagni e costretto a contare solo sulle mie capacità. Aggirandomi per il dedalo, incontravo occasionalmente uomini come me che, come impazziti, correvano senza meta, in silenzio, oppure urlandosi solo frasi come "DI LA'! NO, DI LA'!". Continuavo quindi la mia ricerca solitaria, imbattendomi in strani portali che mi riportavano al punto di partenza e strade illusoria, verso la cui fine si intravedevano tesori, ma che in realtà non portavano a nulla... Dopo oltre due ore di questo inutile peregrinare, stanco e quasi sfiduciato, mi sembrò di voltare un angolo nuovo. Davanti a me, tre lunghe vie. Davanti a due di esse, i due giullari mi guardavano, e ridendo dicevano: -"Vieni da me!" -"No, da me!" -"Scegli la mia via, è quella giusta!" -"No, è la mia!" Capii quindi di non potermi fidare di loro. In questo posto, potevo far conto solo su me stesso, ed adesso sentivo di esser vicino alla vittoria o alla sconfitta. Se entrambi volevano ingannarmi, quale poteva essere la soluzione? In un attimo, balenò nella mia mente: -"Ma certo... Se entrambi mi stessero mentendo, l'unica strada giusta sarebbe quella che loro non occupano... Ma c'è un solo modo per saperlo..." E così mi lanciai nel corridoio di destra, pronto ad accettare qualsiasi destino Lloth avesse in serbo per me. Alla fine del cammino, un portale rosso, in cui mi gettai senza esitazione alcuna... Qualche istante dopo, ero in una stanza, in una piccola stanza del labirinto senza porte, in compagnia di Nemless che mi corse incontro e, stringendomi la mano, disse: -"Bravo Sulayn! Ce l'hai fatta anche tu!" Capii allora di aver vinto, di aver risolto l'infernale dedalo dei due Dei. Chiusi gli occhi e dissi: -"Lloth tlu Malla! Jal Ultrinnan Zhah Xundus..." Presto ci raggiunse anche Erbazio, un altro Drow dell'Impero, anche lui era riuscito ad avere la meglio sul labirinto. Quindi, si manifestarono a noi i giullari, ancora una volta sghignazzando, acclamandoci come vincitori e consegnandoci i nostri premi. Ci diedero dei sacchetti, colmi di oggetti raccolti chissà dove. Io aprii il mio, e dentro vi trovai una lunga gonna color azzurro intenso, quasi magico, ed un cappello da giullare identico al loro, che emanava un bagliore accecante. Dopo aver ancora una volta ringraziato Lloth ed esserci congratulati tra di noi, i due Dei ci congedarono dal labirinto riportandoci a Cove. E da lì, salutai Erbazio e Nemless, ringraziando ancora quest'ultimo per l'aiuto che mi aveva dato durante l'avventura, senza il quale non ne sarei sicuramente venuto fuori... E così mi incamminai di nuovo verso la mia casa a Buccaneer's Den, con il mio cappello luccicante sulla testa... |
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