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LA BATTAGLIA DELLA LUCE Ancora una volta a cavalcare per le vie di Buccaneer’s Den, ancora una volta alla ricerca di prede che, come sempre scarseggiavano, ancora una volta la prospettiva di vagare senza meta alla ricerca di improbabili avventure. Questa volta, però, l’occasione si presentò davvero: mentre conversavo con il mio vecchio amico Draco De’Venorsh, tenendo una dissertazione sull’efficacia dei Terremoti utilizzati dai Maghi in battaglia, udii un forte crepitio da dietro di noi. Ci voltammo simultaneamente, e ci accorgemmo che un essere dalle fattezze chiaramente sovrannaturali ci stava squadrando con occhi enigmatici. Montava un grande cavallo color rosso brillante, lo stesso colore della sua pelle, e portava vestiti ed armi di una lucentezza pari a nessun’altra che si fosse mai vista su questo mondo. Il suo aspetto mi incuteva allo stesso momento vago timore e inspiegabile curiosità. Mi decisi quindi a parlare: -“Chi sei tu, che ci guardi in questo modo?” L’essere mi rispose all’istante -“Io sono uno Scudiero, lo Scudiero del Dio Voragron, Signore dell’Oscurità…” La risposta mi incuriosì. -“E cosa desideri da noi, Scudiero del Dio Voragron?” -“Un grande esercito si sta radunando, un esercito della Luce, che desidera schiacciare le forze del mio Signore. In questo momento, Guerrieri Celestiali si stanno adoperando per reclutare Paladini e Combattenti credenti nelle leggi del Bene, con lo scopo di annientarci definitivamente. Io sono stato mandato qui, da voi, per chiedere il vostro aiuto nell’organizzazione di una rappresaglia contro tale progetto…” Una voce di donna risuonò nuovamente da dietro di noi: -“E perché dovremmo, di grazia? Questi non sono affari che riguardano noi Drow. Non combattiamo guerre che non ci interessano” La voce era di Nakaher De’Vessra, potente Sacerdotessa di Lloth e aspirante Matrona della Casata Vessra. Era evidente che non gradiva la proposta della semidivinità. -“Non vi angustierò oltre, allora… Se i Drow preferiscono non immischiarsi in faccende divine, vorrà dire che i Drow non saranno chiamati a godere di un’eventuale vittoria delle nostre schiere” rispose alterato lo Scudiero. Le parole di Nakaher erano sensate, ma quale sarebbe stata l’alternativa? Ancora una volta tedio e rilassatezza? No, meglio schierarsi in una guerra che non ci riguardava, ma che ci avrebbe dato l’occasione di mietere vittime illustri tra le fila dei nostri eterni avversari del Vespro Nero e dei Templari. Decisi così di rispondere: -“No, Scudiero, ti sbagli… pur non essendo interessati alle vostre lotte, noi Drow dell’Impero parteciperemo al fianco del tuo Signore. Riferiscigli questo, ricordagli che ci batteremo fino alla morte, e pertanto ci aspettiamo una ricompensa alla fine della battaglia.” -“Andrò e riferirò, Capitano Ed’Hartay… l’esercito si radunerà tra quindici minuti presso la banca a Nord di Buccaneer’s Den. Ed ora ognuno per la sua strada, proseguite la mia opera e trovate nuovi adepti. Ci vedremo nella mischia, Drow Imperiali!” Detto ciò, scomparve alla velocità di un lampo. Sebbene Nakaher non fosse ancora convinta, radunammo altri combattenti e ci presentammo al punto d’incontro all’ora stabilita. Vidi insieme a me numerosi guerrieri che già conoscevo: oltre a Nakaher, Draco e me, vi erano altri Drow Imperiali come il Generale Bhaal De’Xyran di Wind, l’Addestratore e Cacciatore Nemless De’Xyran, ed apprendisti come Avatar e Tidus, alle loro prime esperienze di battaglia ma pronti a dimostrare il loro valore. Assieme ai miei compagni Imperiali, molti umani desiderosi di arginare l’avanzata delle armate della Luce si erano radunati insieme. Seifer Almasy, Paladino Rinnegato che li guidava ci portò inoltre notizie da Britain: -“L’esercito della Luce è più numeroso. Il Vespro Nero ha schierato i suoi migliori arcieri e chierici, mentre i Templari forniranno fanteria e cavalleria pesante. Vi sono inoltre molti aspiranti Paladini che si uniranno alla battaglia pur non facendo parte di alcuna organizzazione. Sono solo cani sciolti, ma nella guerriglia possono risultare imprevedibili e pericolosi” Una voce rispose: -“Siamo in inferiorità numerica, troppo evidente per sperare di vincere!” -“Ma disponiamo dei migliori Stregoni, ed abbiamo più esperienza ed organizzazione rispetto a loro” rispose Draco -“Siamo più organizzati solo perché noi siamo un manipolo, e loro un esercito! E’ una follia, questa guerra è una follia!” risuonò ancora la voce. Dal nulla, apparve tra fumo nero un guerriero di altezza imponente, con un elmo che rappresentava un oscuro teschio e armi splendenti di bagliori sinistri. Il suo cavallo faceva tremare la terra con gli zoccoli ad ogni passo, e le sue parole erano gravi e dense di autorevolezza. Egli doveva essere il Dio Voragron! -“Volete pertanto tirarvi indietro? Ho riunito quindi un esercito di contadini per la mia guerra? Volete mostrarvi pavidi sino al punto di non scendere neppure in campo a mostrare le vostre capacità? Lasciatemi dunque… non desidero una tale schiera di codardi, preferisco combattere da solo e perire piuttosto che implorare dei vermi come voi!” Le sue parole ci colpirono come una sferza nell’orgoglio. Rinnovati da nuova speranza, alzammo le armi e ci preparammo alla partenza, pronti a qualsiasi pericolo seppur nutrendo ancora poche speranze di vittoria nell’animo. -“Bene, dunque… la battaglia si terrà presso l’Isola dell’Avatar, nel fitto della sua boscaglia. Non accetterò sconfitta, pertanto mi aspetto solo vittoria da voi. Ed ora, in marcia!” Stendendo una mano, aprì un portale di energia rossa davanti a noi, in cui entrammo ordinatamente uno dopo l’altro, gettando sguardi preoccupati alle case di Buccaneer’s Den. Ci ritrovammo tutti nella giungla dell’Isola dell’Avatar, compatti, stretti in una piccola coorte di combattenti determinati ed arditi. -“Il nostro nemico si trova a Nord Est. Marceremo dunque in quella direzione, ma stando ben attenti. Anche lui è sulle nostre tracce, e se ci trovasse per primo, rischieremmo un’imboscata.” Disse il Dio E così, stando ben attenti a non far rumori inutili, iniziammo la marcia che ci era stata indicata. I guerrieri, capitanati da Seifer Almasy, procedevano a passo svelto mentre noi Drow seguivamo con gli archi già tesi e pronti a vibrare. Dopo diversi minuti, giungemmo nei pressi di una grande radura, dove il Dio ci fece fermare. -“Bene… il nostro nemico è vicino. Dobbiamo essere pronti, la battaglia potrebbe…” Le sue parole furono interrotte dal sibilo improvviso di un dardo, seguito dal rombo caratteristico degli zoccoli dei cavalli lanciati alla carica. -“LA CAVALLERIA TEMPLARE! CI ATTACCANO!” urlò una voce Io udii solo Bhaal e Seifer gridare gli stessi ordini ai rispettivi schieramenti: -“Serrate i ranghi! Serrate i ranghi! Kul’gobuss Akh! Kul’gobuss Akh!” Dal lato opposto della radura, emersero improvvisamente i cavalieri Templari al galoppo, con le armi sguainate, e dietro di loro gli arcieri del Vespro Nero che lanciarono simultaneamente una scarica di frecce su di noi. Per quanto avessimo tentato di riprendere in pochi istanti le posizioni stabilite, l’attacco ci colse di sorpresa ed i dardi falciarono la nostra prima fila. Molti guerrieri caddero a terra urlanti, oppure privi di vita. Pochi secondi dopo, altri li raggiunsero, impattando con il violentissimo urto della cavalleria pesante. L nostro esercito fu costretto ad una ritirata disordinata nella boscaglia, nella speranza di riuscire a guadagnare minuti preziosi per riorganizzarsi e preparare un contrattacco efficace. Mentre spronavo il mio fedele destriero DeathWing udivo Bhaal gridare nella nostra direzione: -“Kulg Ogglin, Abbil!” (“Arginate il nemico, compagni!”) Ci stringemmo dunque per bloccare gli inseguitori: gli arcieri imperiali scoccarono le loro frecce e noi Stregoni utilizzammo incantesimi per frenare l’avanzata e gettare il panico tra la schiera avversaria. Colti impreparati da una simile reazione, i Templari furono costretti ad arrestare la carica e ripiegare tra le sibilanti frecce Drow e gli incantesimi che facevano esplodere bagliori di luce accecante nel bosco. Ancora una volta, udii la voce di Bhaal: -“Alu Thalack!” (“Corriamo in battaglia!”) Subito, anche i guerrieri di Seifer si lanciarono urlando verso la radura, dove gli arcieri del Vespro Nero erano in attesa di vedere l’evoluzione della battaglia. In pochi secondi, vennero travolti dal nostro contrattacco, e costretti a reagire con la forza della disperazione al nostro assalto. Le frecce saettarono nuovamente e molti guerrieri da ambo gli schieramenti caddero a terra, feriti. Io stesso fui centrato da diversi proiettili, ma fortunatamente nel nostro schieramento potevamo contare sulla presenza e sull’aiuto dei Chierici dei Blood Masters e Lord of War, pronti a guarire le nostre ferite e rimetterci immediatamente in forze. Tristan e Werther si affrettavano a prestarci le loro cure con bende ed incantesimi, e grazie alla loro solerzia, in breve i caduti avversari cominciarono ad arrossare la terra ben più copiosamente di quanto non lo facessero i nostri. A questo punto, la battaglia poteva dirsi terminata: il nemico era in rotta disordinata, i loro morti erano innumerevoli, ed il Dio Voragron stava ormai impegnando in combattimento la sua controparte Celestiale. Potendo contare sull’aiuto di tutto il suo esercito, tuttavia, riuscì a intaccare la sua armatura ed il suo scudo, ed in breve tempo distrusse la sua forma materiale, costringendolo a ritornare nel regno Celeste. La battaglia era vinta. Il sangue arrossava i miei vestiti, a terra i caduti si contavano a centinaia, e io ansimavo seduto su una pietra. Intorno a me sentivo le urla trionfanti dei miei compagni vincitori: -“Vittoria!” -“Lloth tlu Malla! Jal Ultrinnan Zhah Xundus!” (“Lloth sia lodata! Ogni vittoria è merito suo!”) Ero felice. Certo, forse questa guerra non era la NOSTRA guerra, ma ancora una volta ci eravamo battuti valorosamente… ed avevamo trionfato… |
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